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Category: fisica

CAMBRIDGE, Mass. – April 13, 2009 – Un gruppo di ricercatori guidati da Nanfang Yu e Federico Capasso dell’ Harvard School of Engineering and Applied Sciences (SEAS) sono riusciti a costruire un laser polarizzato. La polarizzazione del fascio avviene direttamente sulla superficie del cristallo del laser, in questo modo si riduce al minimo la strumentazione ottica necessaria per polarizzare il laser. Un’altro punto molto interessante di questa tecnica è il fatto che in questo modo non ci sono problemi di riduzione del segnale a causa della tecnica di polarizzazione.

Da Harvard

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Gli studiosi delle spazio si sono sempre chiesti a che altezza finisce la nostra atmosfera e a che quota inizia lo spazio; per rispondere a questa domanda si deve superare un problema tecnico, l’impossibilità di raggiungere quella quota con palloni sonda e l’impossibilità dei satelliti di orbitare a quell’altezza.

I ricercatori dell’Università canadese di Calgary sono riusciti a misurare la zona di separazione tra l’atmosfera terrestre e la ionosfera, l’inizio dello spazio.

La fine della nostra atmosfera si trova a 118 chilometri di quota.

Da “Le Scienze”

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Inizia da questo post la guida a SPICE che ho intenzione di scrivere. L’obbiettivo di questa guida è quello di rendere l’utilizzo di SPICE più semplice e di insegnare il suo utilizzo tramite una serie di esempi pratici.

SPICE è un software che consente di simulare dei circuiti elettrici dopo aver creato un file che rappresenti il circuito stesso.

Sottolineo sin da subito che questo tipo di simulazione non è semplice e nemmeno intuitiva e per questo motivo non si può pensare di imparare questo tipo di simulazione in poco tempo ma una volta imparata questa tecnica la simulazione diventa molto semplice e immediata.

Esistono diverse interfaccie grafiche per SPICE ma qui vi mostrerò il metodo da linea di comando in modo da rendere la simulazione molto più rapida e più personalizzabile anche se meno immediato.

Per la simulazione è necessario installare ngspice il simulatore SPICE più aggiornato che corrisponde a SPICE3. Questo software per le distribuzioni basate su debian (quindi anche per ubuntu) può essere scaricato da qui.

Una volta installato si è pronti per iniziare la simulazione.

Non sono riuscito a trovare un software che consenta di creare il file del circuito, che vogliamo simulare, in modo grafico per questa ragione vi consiglio due possibili strade per la stesura del file:

  1. disegnare il circuito su carta e poi riscriverlo su file, in questo modo si riesce a rializzare il circuito molto velocemente ma non sarà possibile avere un immagine del circuito in modo veloce, bisognerebbe ricopiarlo in un software adatto.
  2. La seconda possibilità consiste nel disegnare il circuito a computer e poi partire da li per la stesura del file.

Visto che a mio parere conviene imparare l’utilizzo di qualsiasi cosa senza facilitazioni in questa prima parte illustrerò il metodo più laborioso ma allo stesso tempo il più completo e il più affidabile.

I vari e possibili trucchi, per la realizzazione del file del circuito, li illustrerò nella seconda parte di questa serie di post.

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In questo periodo, causa tesi, sto iniziando ad usare SPICE un utility – non so se sia la definizione corretta ma sicuramente la più adatta – che permette di simulare dei circuiti elettrici tramite l’uso del computer.

Non è tutto oro quello che luccica però, le potenzialità di SPICE sono enormi ma allo stesso tempo non sono riuscito a trovare una guida che spieghi in modo semplice il suo utilizzo (se voi ne conoscete una ditemelo).

Allo stato attuale sono riuscito con successo a simulare dei circuiti semplici e facili da realizzare, oggi sono riuscito a simulare con successo anche parte del circuito che sto progettanto per la tesi e devo dire che non è proprio così difficile.

Il mio intento è quello di realizzare una miniguida che fornisca delle linee guida nell’utilizzo di SPICE ma viste le mie lacune (non riesco ancora a simulare la presenza di rumore nel circuito) sto rimandando la pubblicazione per evitare di dare nozioni errate.

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Carlo Rubbia ieri sera è stato il protagonista di una conferenza dibattito tenutasi nel Teatro Sociale di Trento; purtroppo a causa della poca informazione non sono riuscito ad ottenere un posto in teatro ma ho seguito la conferenza sul maxischermo posto nella piazza vicina.

Il dibattito è stato molto divulgativo ma alcuni punti vanno riportati per rendere giustizia all’evento.

Rubbia nel suo discorso ha sostenuto che allo stato attuale investire in centrali nucleari non è un investimento profiquo almeno per come le centrali nucleari funzionano ora. Un ragionamento analogo può essere fatto per i pannelli fotovoltaici infatti anche qui la resa non è molto elevata allo stato attuale.

In conclusione per avere una fonte energetica competitiva bisogna investire nella ricerca per ottenere dei risultati sempre migliori.

Parlando di ricerca però l’Italia non e sicuramnte il miglior esempio da prendere in considerazione non solo per la questione politica ma anche per la cultura e la mentalità italiana. L’imprenditore italiano non è disposto a rischiare e a finanziare dei progetti che non portino degli introiti consistenti a brevissima scadenza, la ricerca però funziona in modo diverso e per ottenere dei risultati interessanti possono servire dei mesi di studio utilizzando delle macchine soffisticate e costose quindi non è possibile pensare di ottenere dei risultati a breve tempo.

Ritornando alla questione energetica Rubbia ha citato un dato molto importante, utilizzando i pannelli solari potremmo andare in contro a tutta la domanda energetica solamente ricoprendo una parte del deserto un quadrato di 200×200 Km. Per dare solo un altro numero, ricoprendo solo un millesimo del territorio dell’arabia si potrebbe produrre una quantità di energia equivalente a quella che può essere prodotta utilizzando il petrolio e il gas naturale estratto in quella zona.

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The space shuttle system is made up of three main components:

  • The two Solid Rocket Boosters (SRBs), which provide 80% of launch thrust.
  • The huge rust-colored External Tank (ET), which feeds fuel to three Space Shuttle Main Engines (SSMEs) during launch.
  • The orbiter itself, which serves as the crew’s home in space and is equipped to dock with the International Space Station.

Lo Space Shuttle è composto da 3 compunenti:

  • 2 Solid Rocket Boosters, dei propulsori che provvedono all’80% della spinta necessaria per portare in orbita l’orbiter.
  • External Tank, il serbatoio per la partenza.
  • Orbiter, è la parte che comunemente viene chiamata Shuttle, è la parte che contiene tutti gli strumenti di bordo ed è la parte che consente agli astronauti di ritornare a terra.

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Questa bellissima immagine rappresenta il sole e ci lascia vedere molti dettagli che sono impossibili da vedere ad occhio nudo. Possiamo vedere delle macchie solari e una fantastica corona.

 

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In questi ultimi anni si sta diffondendo la passione per lo spazio; agli inizi del ‘900 c’era la “passione” per il volo oggi, ormai salire su un aereo è alla portata di tutti, si vuole andare sempre più in alto per riuscire a vedere la nostra terra da una posizione privilegiata. Io questa nuova nascente moda la vedo solo come un semplice frutto del consumismo che ormai ha raggiunto livelli stratosferici. Comunque sia il progetto della Virgin, oltre ad essere ambizioso è molto interessante. Questa società sta costruendo una sottospecie di aereo che consenta di arrivare nello spazio e ridiscendere in meno di 3 ore. Sembra proprio che lo spazio sia aperto hai turisti, e speriamo non solo a quelli.

E del resto chi non vorrebbe fare un giretto nello spazio? per questo c’è solo un piccolo problema i soldi, per questo viaggetto servono 200000$, alla fine dei conti grazie al cambio Euro dollaro sono (solo) 136000€.

Ringrazio per la segnalazione Zeppy.

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La NASA qualche giorno fa ha annunciato la possibilità che un asteroide di grandi dimensioni colpisca Marte il 30 gennaio 2008.

Dopo il primo avvistamento, 20 novembre 2007 di Andrea Boattini, gli astrofisici della NASA si sono messi al lavoro per calcolare l’orbita di questo asteroide ed hanno scoperto che passerà molto vicino a Marte e che ci sarà una possibilità su 75 che impatti con il pianeta rosso. Questa stima 1/75 non deve farvi sorridere perché è solo una stima fatta su misurazioni di appena un mese quindi è molto difficile riuscire a prevederne l’orbita reale infatti al NASA confida di avere dati più certi nelle prossime settimane.

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Questa fantastica immagine della NASA oltre ad essere bella dal punto estetico può portare a delle considerazioni sulla natura fisica dell’universo.

Premetto: Questi ragionamenti sono causati dal corso di Relatività che sto seguendo.

Se la curvatura spazio temporale non fosse quella studiata fino ad ora ma l’universo avesse una forma toroidale?

La risposta esatta probabilmente è: cosa hai bevuto oggi?

Questa idea non è molto “normale” anche se è del tutto impossibile.

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Questo Blog, come si legge dal titolo, non ha un vero scopo; la sua unica funzione è quella di raccogliere appunti e note che mi potranno servire.